Cosa non potete perdere a San Francisco: il molo 39

Quando, nella fase della Preclarence a Dublino, l’ufficiale americano aeroportuale mi ha chiesto “Perché, se non sei mai stata negli Stati Uniti finora, hai scelto proprio San Francisco come prima meta?” la risposta ce l’avevo pronta nel cuore.

Intanto, per andare a New York, meta più classica per gli “USA dummies” attendo tempi migliori per una compagnia super specialissima; inoltre, decidere di andare a San Francisco è dipeso dal caso. Leggevo un romanzo in cui la protagonista vendeva fiori in un piccolo negozietto sul molo di una città di mare di fantasia. E spesso avevo sentito parlare di San Francisco e della zona del Fisherman’s Wharf con le sue banchine sul mare.

Ho cercato informazioni e ho scoperto di emozionarmi già solo bel vedere delle immagini su un display.

Scegliere San Francisco, è stato dunque un caso: non conoscevo nulla della sua storia, affascinante e dolorosa, né della sua cultura così “mestiza”, variegata non solo da ispanici, ma anche da cinesi, vietnamiti, coreani e giapponesi.

Eh sì, perché quasi non mi rendo conto di essere a metà strada tra l’occidente, quello di cui faccio parte anche io e l’oriente, misterioso ed inesplorato.

San Francisco chiama il turista, come anche il viaggiatore, per farsi scoprire con il naso sempre all’insù completamente immersi nello stupore.

E il molo 39 non mi ha delusa, anzi, ha superato le mie aspettative, anche perché sul serio non sapevo cosa aspettarmi. Lì il tempo si ferma, ed è sempre domenica ed è sempre festa. Il San Francisco Carousel che gira con le sue note danzanti e fa sorridere grandi e piccini, il vento che sferza le tante bandiere che riportano la scritta “pier 39”, Alcatraz che svetta sulla sua isoletta e ti dice “Ti aspetto”, lo zucchero filato e il profumo dei pop corn appena fatti, la zuppa di pesce nella pagnotta, i negozietti di conchiglie e i ristoranti di granchi e gamberi. I piccoli foodtruck di hot dog e fish and chips, i souvenir, la musica degli altoparlanti e loro, i leoni marini, protagonisti indiscussi della banchina, stesi a prendere il sole, sembra quasi dicano ai visitatori “ehi, questa sì che è vita!”.

Tutto è più magico di quanto avessi mai potuto immaginare. Sono felice, perché la vita mi ha fatto capire che i sogni a volte devono cambiare e abbandonarne alcuni non vuol dire sminuire il valore di quelli futuri.

Viaggiare è la mia passione, conoscere, scoprire, condividere, ricordare. Toccare con mano immagini che da bidimensionali diventano realtà. Mi sento una ragazza fortunata e voglio godere di ogni istante che la vita mi offre.

San Francisco, una meta irrinunciabile perché chi ha voglia di perdersi in un sogno.

3 commenti

  1. Ti capisco benissimo perché anche io, anni fa, scelsi proprio San Francisco come meta del mio primo viaggio negli Stati Uniti. E anche a me è stata rivolta tantissime volta la domanda che ti ha fatto l’ufficiale aeroportuale: io sentivo di dover andare a San Francisco, punto e basta. E non mi ha delusa! Nei viaggi successivi ho visto tante altre città, ma San Francisco avrà sempre un posto speciale nel mio cuore ❤️

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