È ancora 19 settembre…

E quindi fatemi capire una cosa: un giorno, di punto in bianco, leggo un libro in cui viene descritto per filo e per segno un negozietto a ridosso di un molo in una città di mare, mi torna in mente un altro romanzo su una storia d’amore lunga un secolo (nel vero senso della parola, c’era naturalmente un pizzico di magia nel mezzo) che ruota attorna ad una delle “painted ladies” ed allora inizio a guardare tutto ciò che riguarda la città di San Francisco, storia, cultura e non per ultimi, volo e albergo.

Quindi poi, salgo su di un aereo, atterro e puf! Mi appare San Francisco davanti agli occhi? Ma è davvero così che funziona? È naturale che ho saltato diversi passaggi, tra cui la paura, il terrore e l’incertezza. Ma ancora non mi sembra vero. Sono a San Francisco, non so se ve l’avevo già detto, sono in California, sono negli Stati Uniti!!!!

Forse è così che ci si sente quando si realizza un piccolo sogno. Ed io sono serena, per ora non risento de jet lag, nonostante le nove ore di fuso orario. Uscendo dalla stazione di Powell Street, che dall’aeroporto mi ha condotta fino al mio ostello, la prima immagine della città è stata ben promettente,

Qui sono le 21 e a casa credo siano le 6 del mattino. Ma io sono già a letto, stanca per il volo e per il viaggio iniziato da Bari 48 ore fa. Conservo ogni dettaglio della partenza e della sosta a Roma. Ma da domani voglio riempirmi gli occhi solo del sole della California. Non so se si è capito, ma sono super emozionata!

Keep reading folks!

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